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Guys, they're professional killers #1

L'idea mi è venuta recensendo Il canto dalla rivolta, quando ho inserito questa gif.


Quindi mi sono chiesta: quali sono gli autori che meritano di avere sulla carta d'identità la professione di professional killers?





Dopo tanto rimuginare finalmente mi sono decisa ed ecco qui la mia nuova rubrica.

La lista è lunga, quindi la rubrica sarà dedicata ad ogni appuntamento ad un autore in particolare e al perché lo considero un professionista nello spezzarmi il cuore. Ovviamente non penso che un solo libro faccia testo, ma se si tratta di un unico caso eclatante allora si, penso che lo citerò.

Il primo appuntamente è dedicato a colui che di recente mi ha spezzato il cuore e che di recente ho citato. Si, lui. John Green.
Mi chiedo perché i suoi romanzi parlino di tanta sofferenza. Sono cose che potrebbero accadere a tutti noi, sono cose così reali e così incredibili da risultare difficili da immaginare, ma facili da credere perché vere. 
Ci ho riflettuto un po' anche perché ho passato di recente un brutto periodo e i suoi libri mi hanno tenuto compagnia più di ogni altra cosa.


Sarà anche un modo per non indorare la pillola e spezzarci il cuore lo stesso, anche se penso che in questi termini la sua scrittura sia riduttiva.
Insomma, John Green riesce a parlare di tutte le emozioni umane, di tutto il dolore che non riusciamo a dire e che spesso ignoriamo o di cui non parliamo, perché "il dolore esige di essere sentito" ed è allora, quando ci porta a questa consapevolezza che mi spezza il cuore, che ci spezza il cuore.
Apprendere il dolore fa parte della nostra crescita, del nostro cammino e John Green, se in un primo momento si merita appieno questo titolo, subito dopo mi fa sentire in colpa di averglielo dato, perché non ha fatto altro che accompagniarci in quelle pagine, senza farci sentire soli nel dolore. Tanto di cappello.

Alla prossima 

Ink 

Commenti

  1. Ciao Ink!! Sono passata subito da te e mi trovo questa rubrica fichissima.. *_*
    Che idea geniale!!
    John Green è grande, anche se spesso c'è una malinconia nei suoi libri.. Primo fra tutti "Cercando Alaska" *_*
    Mi manca il più famoso, "Colpa delle stelle", ma non lo leggerò mai credo.. Troppo chiaccherato e le malattie non fanno per me ;_;

    a presto! :*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, questa rubrica è un'idea che avevo messo a punto e che poi mi ero dimenticata, più semplicemente è scivolata in fondo alle bozze! Guarda, anche io ero restia a leggere "Colpa delle stelle", più per tutto il fenomeno mediatico che per il resto, la malattia è solo una parte di quel libro, c'è molto altro da scoprire.

      Elimina

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