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RECENSIONE | The tent



The Tent, Margaret Atwoood
Spoiler free


Ho letto The Tent ere geologiche fa e una parte della mia memoria  ha deciso di mangiarsi quel che era rimasto delle mie impressioni del libro, se non che adesso amo Margareth Atwood e tutte le sue opere sono finite direttamente in wishlist senza neanche passare per il via.





Non è stata una lettura brutta o mediocre, è solo che ho letto il libro in lingua originale nei miei quotidiani viaggi in treno e ho scoperto che dopo tre ore di super concentrazione in fisica il mio cervello non collabora molto con le letture in lingua.

A parte questo, se non fosse per Duke of Bookingham, non avrei mai scoperto questa scrittrice meravigliosa quindi non posso che mandarle tanto affetto e gratitudine e continuare a seguire i suoi consigli letterari (Station Eleven è già sul mio scaffale).

Inizialmente non avevo intenzione di comprare questo volume, quanto The Blind Assassin, ma non trovandolo ed essendo determinata a leggere qualcosa di questa scrittrice, ho ripiegato su questa raccolta di racconti satirici e non sono stata delusa.

All'inizio non avevo capito COSA stavo leggendo, quando ad un certo punto qualcosa è scattato nel mio cervello e le storie che leggevo hanno acquistato un senso ed il piglio umoristico che vogliono trasmettere al lettore ha trovato la strada fino alla mia risata.
La Atwood non punta il dito, piuttosto parla sibillinamente, utilizzando un po' di simbolismo e tanto tanto sarcasmo mascherato da ironia, parla di tutto. Parla della natura delle persone, dell'economia, di quello che pensiamo, cose che pensi e cose di cui è difficile parlare.
Queste cose sono lì, trattate in maniera ironica per strappare al lettore una risata amara, perché dietro a quello di cui sta parlando non c'è una storiella inventata di sana pianta, ma qualcosa di cui potresti aver sentito parlare al telegiornale o nel quotidiano.
Che sia un racconto semi filosofico, in uno stile che ti fa pensare a una trasposizione cinematografica, o semplicemente una poesia, arriva sempre dritta al punto, centra il bersaglio.

Non riesco a credere QUANTO questa donna sia geniale, né riesco a dirlo a parole perché sembrano terribilmente superflue se non che mi inchino di fronte al gatto che entra in paradiso.

Pro: LEGGETELO
Contro: non credo sia stato tradotto in italiano, sai che novità

Giudizio:



Rating:


Commenti

  1. Come te, anch'io mi sono innamorata dello stile della Atwood dopo aver letto un suo libro. Io ho letto "Per ultimo il cuore" (The Heart goes last) e te lo consiglio assolutamente.
    Comunque in Italia i libri della Atwood ci sono e anche quello che hai letto tu è stato tradotto, grazie alla casa editrice Ponte alle Grazie :)

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    Risposte
    1. Allora è stato tradotto! Ottimo, ma credo che questo valga la lettura in lingua perché non risparmia i giochi di parole. :D

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  2. Non sono una fan delle raccolte di racconti, ma adesso credo proprio che andrò a cercare qualcosa dell'autrice che rientri nei miei gusti, perchè mi hai fatto venire una curiosità enorme *__*

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    Risposte
    1. Come and enjoy the dark side XDXD
      Però leggi anche la raccolta di racconti

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  3. Non sono ancora riuscita a leggere nulla di questa autrice, ma prima o poi ci riuscirò!!!!!

    RispondiElimina

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