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RECENSIONE | Né di Eva né di Adamo

Ho trovato questo post in mezzo ad un migliaio di ragnatele. Davvero! Avevo scritto la recensione quest'estate, ne sono sicura perché nel primo commento (ora cancellato) parlavo di come fossi senza internet e di come questo mi rattristasse. 

Sono allibita. Veri e propri messaggi dal passato.


Posso solo dare la colpa all'università


Titolo: Né di Eva né di Adamo
Titolo originale: Ni d'Eve ni d'Adam
Autore: Amélie Nothomb
Casa editrice: Voland
Anno di pubblicazione: 2007
Prezzo: 13,00 euro




Trama:Amélie torna in Giappone ma abbandona i tragicomici panni di impiegata nella multinazionale Yumimoto, vicenda narrata in "Stupore e tremori", e si concentra sulle peripezie sentimentali di quel periodo. Rinri è il suo fidanzato giapponese, bello e ricco, li lega un amore bizzarro ma non privo di poesia, raccontato con il solito umorismo, affondando lo sguardo chirurgico che le è proprio nell'incandescente universo dell'amore. Ma l'emozione più grande e la relazione più forte è ancora una volta quella che lega l'autrice al paese in cui è nata, e dove ha trascorso gli anni mitici dell'infanzia.








Recensione:
Vorrei parlarvi di questo libro che ho avuto quest'estate grazie allo scambio libri.
Ora, io sono una persona leggermente cinica e tutte quelle smancerie e cuoricini in eccesso dopo un po' mi fanno salire l'istinto omicida. Immaginate dunque la mia faccia quando improvvisamente c'è una scena in cui la protagonista si lascia andare ad una tenerezza che trasudava rosa. Si, lo ammetto, stavo pensando già al falò di San Lorenzo.
Non fraintendetemi, le storie d'amore sono carine, ma spesso e volentieri sembrano delle caricature di loro stesse. Spesso mi lasciano un gran punto di domanda in testa in cui mi chiedo se sono io che ho qualcosa che non va o è la tizia del libro ad essere un zuccherificio ambulante.
Amélie, la scrittrice e la protagonista del libro, è invece molto pragmatica, la scena di cui ho parlato prima arriva inaspettata e può essere una trappola per gli amanti cuoricini perché quando andiamo avanti con la lettura la nostra protagonista ammette senza problemi che dopo un po' l'amore di Rinri è un amore non ricambiato per intensità. Leggendo mi sembrava che alle volte lei fosse innamorata più del suo essere giapponese che di lui. I vari passaggi di descrizione del Giappone sono quelli in cui prova un'euforia senza confini mentre è molto più controllata nel resto del libro, soprattutto con Rinri.
 La sua terra natale è l'unica a cui concede un po' di passione durante la sua narrazione, probabilmente era un segnale che mi era sfuggito.
Chi lo sa, ciò che è nel libro è la versione di Amélie, sarei curiosa di sapere la versione di Rinri, non avendola, mi devo accontentare della prima è mi ritrovo con un quadro a tratti incompleto. Amelié descrive la relazione in maniera quasi cinica, vuole bene a Rinri e prova per lui una tenerezza senza confini, lei stessa ammette che è il primo uomo che non l'abbia fatta soffrire, ma non è totalmente convinta di amarlo. Non c'è una grande analisi dei personaggi se non attraverso le loro azioni, unica eccezione alcune parti in cui Amélie  vuole dare una spiegazione del suo comportamento o di una certa situazione.
La conclusione è già annunciata, oserei dire che è quasi inevitabile. Ammetto di non aver capito subito la fine, con tutti i termini e le usanze giapponesi in cui si imbatte la protagonista pensavo ne avesse utilizzata un'altra. Stavo lì, fissando la pagina come quei gatti su internet che guardano gli schermi dei pc con perplessità e un po' di sgomento. Quell'ultima mezza pagina mi ha mandato in tilt, ma ripensandoci, la soluzione alla frase incomprensibile viene subito dopo e c'è una grande verità in quelle parole che chi non l'ha provata non se ne può rendere conto.
Delicato, dolce e brillante, si legge in un pomeriggio. Ragazzi e ragazze, vi auguro buona lettura.


Pro: una storia d'amore nuda e cruda senza le solite cose zuccherose sciorinate senza alcun perché

Contro: Se non conoscete alcune cose relative al Giappone potreste rimanere confusi in alcuni punti, ma la lettura procede scorrevole.


Giudizio:


Rating: 
               

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