Titolo: La freccia nera Titolo originale: The black arrow Autore: Robert Louis Stevenson Casa e...

RECENSIONE | La freccia nera

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Titolo: La freccia nera
Titolo originale: The black arrow
Autore: Robert Louis Stevenson
Casa editrice: Universale Economica Feltrinelli
Anno di pubblicazione: nuova ristampa 2016 (l'originale nel 1886)
Prezzo: 9,00 euro



Parecchio spoiler, non troppo per quanto riguarda i maggiori plot twist.

Cominciamo con il dire che il libro può essere diviso tranquillamente in tre parti: la parte noiosa di cui non capisci niente, ma tu lettore la devi leggere for the lolz; la parte in cui si va all'avventura; la parte che ti lascia con l'amaro in bocca.



L'inizio, per quanto tedioso, Stevenson lo usa per lasciare degli indizi per gli sviluppi futuri e i colpi di scena, tanto che in ogni riga vedi quanto lui stia ridendo sotto i baffi.
Non ci giro in torno: Richard e il suo improvvisato scudiero finiscono per perdersi in mezzo alla boscaglia e sono continuamente nei guai.
Un po' come quando un amico ti da un passaggio ma finite nel bosco in mezzo agli ulivi per chissà quale motivo, quando la destinazione è tutt'altra. Nelle loro peripezie, chiunque incontrano capisce subito il segreto dello scudiero ad una prima occhiata, mentre Richard continua a non accorgersene.
Giochi di parole innocenti e allusioni arrivano in massa, il povero lettore non può far altro che ridere e dire "Richard, ma sei scemo?".


Parte dell'avventura: Richard si innamora, il segreto del paggio è rivelato e questo porta  ad un evolversi degli eventi, primo fra tutti, Richard che professa eterno amore a Joanna, per poi dimenticarsela svenuta su di una torre cinque minuti dopo.
Se pensate che lei non lo lasci, mi spiace, vi sbagliate.
Qui ho potuto notare una sorta di easter egg dell'autore: nelle tante peripezie di Richard per salvare Joanna, decide di rubare una nave per poter tendere un agguato. I riferimenti a L'isola del tesoro non possono certo passare inosservati,
La scena non è un copia incolla del romanzo, infatti mantiene la sua originalità pur strizzando l'occhio al lettore. Te ne rendi conto fin dal primo momento perché non c'è John Long Silver a tenere la nave per evitare che questa coli a picco e i guai abbondano.
Altra cosa sulla lovestory: davvero non mi capacito di come Joanna non abbia mollato Richard dopo che lui se la sia dimenticata sulla torre, ma tra la possibilità di un marito vecchio che non gode di una bella fama e di uno squinternato che sta cercato di salvarti, credo che la ragazza non potesse lamentarsi.

Lo sviluppo della love story prima della torre

L'unica nota negativa che posso trovare è la carenza di personaggi femminili. Molte dame sono soltanto macchioline sullo sfondo, nomi che trovi sulla pagina, mentre Joanna è la classica damigella in pericolo (per quanto ben caratterizzata). Mi dispiace per lei e per tutti i guai in cui si ritrova, non perché sia stupida, ma perché disperata. L'unico che si offre di aiutarla è Rick, ma dopo un po' mi scocciavo, soprattutto quando Richard comincia ad idealizzarla.


Alicia Risingham è invece il mio personaggio femminile preferito, pur non avendo molta concorrenza all'interno dell'opera:  purtroppo Stevenson non ci fa il piacere di farla apparire spesso, ma ci fa capire che se fosse lei a capo di una delle due fazioni in guerra, riuscirebbe a risolvere la situazione in un batter d'occhio, solo per vederla rovinata da un incidente diplomatico subito dopo.
Quando i due innamorati continuano a dichiararsi amore, li rimprovera dicendo loro che rischiano di farsi scoprire (vero), fa battute ironiche e quando si ritrova a tu per tu con Richard ci prova, giusto per essere sicura che l'amica non stia finendo con un'idiota.
Questa ragazza è davvero complessa, soprattutto perché nelle sue avances a Richard si nasconde un altro aspetto: è una donna sola al mondo che ha perso tutto. Da un momento all'altro la sua sorte può essere rovesciata e con essa tornare in mano ai suoi rapitori, per questo motivo si ingegna per trovare una via di fuga: sposare Richard. Ovviamente per la società in cui viveva Stevenson dichiarare apertamente questo aspetto  avrebbe portato allo scandalo (nemmeno la Austen lo fa apertamente, un secolo prima di lui), ma ricondurre tutto ad una sorta di prova per Richard che deve essere degno ancora una volta dell'amore di Joanna... è un bell'escamotage.


Quando parlavo di Alicia come "personaggio femminile" intendevo che vi è un testa a testa tra lei e Riccardo di York per capire chi sia il mio personaggio preferito in questo libro. Entrambi vincono nelle loro categorie, ma nel testa a testa la sfida è dura... almeno finché Alicia non fa una figuraccia di fronte allo Yorkista.
Si nota tantissimo l'influenza di Shakespeare nel costruire questo personaggio. Curvo, carismatico e autoironico, sarebbe perfetto se non fosse facile all'ira.
Spietato, calcolatore, stratega... quasi tutti provano per lui una sorta di rispetto e ammirazione, il che è ironico per questo personaggio su cui grava tutta l'aura nefasta shakespeariana che non vuole decidersi a lasciarlo.

La terza parte è quella dolceamara: il lieto fine arriva, ma ad un prezzo.
Molti uomini sono morti per le azioni dei cattivi e per via di Rick. Alla fine non esiste un vero vincitore, solo la guerra che la fa da padrona.
Il nostro caro protagonista si ritrova faccia a faccia con le conseguenze del suo vagabondare all'avventura quando incontra chi ha pagato il prezzo più alto per le decisioni prese da lui, ed è un prezzo così amaro che perfino lui, ragazzino stolto, non può ignorare.
Ma questa storia non è stata scritta da George Martin (per fortuna), quindi vi è un lieto fine. Tutti gli intrecci arrivano alla fine, anche se la guerra continua imperterrita, Rick riesce a perdonarsi ed a raggiungere la sua pace interiore.

Bello, molto bello. Se state rileggendo ASOIAF è utile leggerlo tra un libro e l'altro, magari subito dopo la morte del vostro personaggio preferito.
Se invece non avete appena finito di rileggere Martin, potreste apprezzarlo un po' di più, tralasciando le parti non troppo elaborate. Rick è in fondo un bietolone (cit. Alicia Risingham).
Si presta tantissimo ad essere letto la sera prima di andare a dormire o nei mezzi pubblici, in quanto è stato pensato per essere un romanzo a puntate quindi i capitoli non sono troppo lunghi.

Giudizio


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