Titolo: Il canto della rivolta Titolo originale: Mockingjay Casa editice: Mondadori Anno di pubblicazione: 2012 Prezzo: 17,00 euro ...

To kill a Mockingjay

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Titolo: Il canto della rivolta
Titolo originale: Mockingjay
Casa editice: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo: 17,00 euro

Trama
Contro tutte le previsioni, Katniss è sopravvissuta agli Hunger Games per la seconda volta. Ma anche se ora è lontana dall'arena sanguinaria, non può dirsi salva. Capitol City è molto arrabbiata. Capitol City vuole vendetta. E chi è destinato a pagare per i disordini? Katniss, ovviamente, la Ragazza di fuoco. Come se non bastasse, il Presidente Snow tiene a precisare che ormai tutti sono in pericolo, nessuno escluso: la famiglia di Katniss, i suoi amici più cari, tutti gli abitanti del Distretto 12. Ora che la scintilla si è trasformata in un ardente fuoco di rivolta, alla Ghiandaia Imitatrice non resta che spiccare il suo volo verso la libertà. Forte e incalzante, finalmente anche in Italia lo sconvolgente finale della rivoluzionaria trilogia di Suzanne Collins, Hunger Games.

Recensione
A quanto pare non sono l'unica che è rimasta delusa dal finale di questa trilogia. A mio parere tutta la narrazione è stata bellissima, ma quelle ultime pagine così striminzite e la piega che hanno preso gli eventi verso la fine proprio non sono riuscita a mandarle giù. Non ti accorgi nemmeno che è tutto finito e rimani a fissare la pagina leggermente sconvolta, non riuscendo a capire cosa sia successo. E' finito, punto. Parliamo prima del resto del libro e concentriamoci in seguito sul finale. Secondo me questo libro si è distinto dagli altri per la mancanza di speranza che ho avvertito negli altri due: nel primo Katniss spera di salvarsi o di fare in modo che almeno Peeta sopravviva per far sì che il suo sia il distretto del vincitore, nel secondo le insinuazioni sul distretto 13, su
qualcuno che ce l'ha fatta ad uscire dall'orbita di Capitol city ti da la speranza che forse Katniss e i suoi ce la possono fare. Nel terzo no, non c'è speranza, Katniss si gioca il tutto per tutto perché non ha più nulla da perdere (così pensa). Cosa c'è da stupirsi? E' guerra aperta ormai, ogni insinuazione è finita, il Distretto 12 è stato distrutto, molti degli altri Distretti si sono schierati con Capitol city o sono stati duramente attaccati, Peeta è stato preso dai Capitol.
Quello che è stato criticato a Katniss è che mentre Peeta è tenuto in ostaggio lei sembra fregarsene e buttarsi a capofitto nelle braccia di Gale. Ma qualcuno si è  resoconto che 'sta povera ragazza ha un danno psicologico grande quanto una casa? Potevano fare un punto di vista di chi le stava vicino (Prim ad esempio T_T) per far capire quanto male lei stia, ma no, si è fatto vedere che ancora conserva una piccola lucidità di fondo, la conserva nella sua bolla di dolore ed è questa a trarre in inganno.
Ci sono molti personaggi non ben approfonditi che forse avrebbero meritato qualcosa di più, ma rileggendo il libro, ho notato che la maggior parte di loro muore. Non ci arrivate? E' sempre la guerra che uccide amici, familiari e sconosciuti. Probabilmente molti di questi personaggi sono nati proprio per questo, essere distrutti dalla penna della Collins.


Ho forse insinuato che molti scrittori hanno una vena sadica? Ops. E non ho nemmeno nominato Prim.
Un'altra cosa che è stata criticata è che  una volta liberato Peeta, Katniss quasi non se ne frega niente del fatto che lui l'abbia quasi ammazzata, ma è pronta a lanciarsi tra le sue braccia appena può. Macché! Quei due si insultano, si trattano con freddezza, si lanciano frecciatine bastarde, fino a quando a Katniss viene ricordato che Peeta non è più il dolce e tenero Peeta perché Capitol gli ha fatto il lavaggio del cervello e le intimano di piantarla e di usare il cervello.


Qualcuno mi raggiunge, il corpo in tensione. Finnick,
naturalmente. Perché solo un vincitore è in grado di vedere
ciò che io ho notato all’istante. L’arena. Contornata di
baccelli controllati da Strateghi. Le dita di Finnick
accarezzano un bagliore rosso e costante che si trova
sopra una porta. — Signore e signori…
La sua voce è tranquilla, ma la mia risuona attraverso la
stanza: — … che i Settantaseiesimi Hunger Games
abbiano inizio!

Entrambi i personaggi si sono evoluti, hanno fatto una parte del loro percorso assieme sotto la lente d'ingrandimento di Snow e dei Capitol,  quando le loro strade si sono separate, Katniss è stata distrutta dagli eventi che le sono piombati addosso, Peeta prigioniero, il suo distretto raso al suolo, lei perde qualcosa dentro, diventa molto più fredda e cinica, quasi un viaggio all'inferno. Peeta invece fa un direttamente una piccola crociera all'inferno, non quella che aveva prenotato Dean, ma siamo sempre lì vicino, solo che a differenza di Katniss, una volta raggiunto il fondo risale in superficie appena ne ha l'occasione, lotta con le unghie e con i denti grazie al grosso aiuto che riceve nel distretto 13. A far risalire in superficie Katniss non è un lungo periodo di analisi, è la sete di vendetta, la possibilità di andare a combattere perché si è resa conto che sia Snow sia la Coin, il capo dei ribelli, non sono uno stinco di santo e a prescindere da chi vincerà la guerra, la situazione rimarrà invariata. Ciò che la collins ha reso davvero bene è quanto la televisione sia di grande impatto durante la guerra, le trasmissioni dei Capitol che continuanno a dire "va tutto bene", "siamo un'unica nazione" e via dicendo, mentre quelli dei ribelli hanno per protagonista per lo più Katniss, il simbolo della rivolta, ed ecco spiegato perché nessuno l'ha legata al lettino dello psicanalista: il simbolo della rivolta deve essere sempre presente, non può lasciarsi andare, se muore, se cede, il morale dei ribelli ne potrebbe risentire.
Mi è piaciuto molto il rapporto che si crea tra Joanna e lei una volta dopo la liberazione,  entrambe sono a pezzi e con il cinismo alle stelle, è questo a farle avvicinare al reciproco dolore e a capirsi. E' quasi tenero quello che fa Katniss per Joanna quando lei vive un grosso momento di sconforto, cercando di tirarla su di morarle e darle il messaggio di non mollare.
Solo che...
Non so, il primo libro aveva destato la mia attenzione, il secondo mi aveva incuriosito ancora di più, quindi è normale che avessi una grossa aspettativa per il finale. Katniss non spiega le ragioni che l'hanno portata a commettere *spoiler* un omicidio, lascia troppo intendere che la guerra e la perdita l'abbiano totalmente distrutta. Ma che cavolo! Katniss ha sempre combattuto, nonostante ne abbia passate tante,nonostante i traumi, non me la bevo l'ultima fatidica goccia che ha fatto traboccare il vaso e l'ha distrutta. Ritorniamo al punto cruciale, il finale. Si, lo so che non dovrei fare spoiler per chi ancora non ha letto il libro, ma devo proprio togliermi questo sassolino. Dopo vent'anni è ancora distrutta? Nonostante Peeta sia rimasto a suo fianco? Nemmeno dopo vent'anni? Sono eventi che sconvolgono certo, ma una così grande aridità di sentimenti? La Collins stava dando un addio al suo personaggio, non avrebbe riaperto mai più il capitolo Hunger Games e l'ultima immagine di Katniss è di questa persona che si è aggrappata a Peeta non perché fosse l'ultima persona amata che avesse, ma come se non avesse altra scelta. E diamine!




Pro: E' pur sempre un bel libro, l'ultimo della saga ed è stato scritto molto bene in molti tratti delicati.


Contro:Il finale. E che cavolo.


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