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RECENSIONE | L'eroe perduto

Rick Riordan sa il fatto suo: porta avanti le sue serie, lascia indizi sulle precedenti, fa in modo che i nuovi e i vecchi personaggi interagiscano. Il tutto senza troppi problemi, come ad esempio i vecchi personaggi che hanno troppo spazio e non ne lasciano ai nuovi o i nuovi troppo poco caratterizzati. Per citare qualcuno, Cassandra Clare o le ultime stagioni di Glee.

Bando alle ciance, cosa devo dire di questo libro se non che sembra troppo introduttivo? C'è la minaccia di Gea, c'è la classica impresa eroica, ma cosa c'è di nuovo?
Oh, il passato dei personaggi, un mistero che
riguarda Jason (sapevo di Talia, ma quando l'ho letto sono rimasta sorpresa lo stesso) e per la prima volta Riordan ha detto "salve, ci sono anche altre persone oltre ai white", tema assai caro agli americani.

C'è il suo umorismo, ma manca la scrittura in prima persona. Sono quasi grata di questa scelta stilistica perché non ho idea di come avrebbe potuto scrivere la parte di Piper in prima persona. Personalmente tendo a storcere il naso quando un uomo tenta di scrivere una donna e viceversa (con le dovute eccezioni naturalmente), generalmente servono un beta reader e tanta faticaccia perché è pur sempre psicologia del sesso opposto. Quindi grida di giubilo per la scrittura in terza persona.

Neanche il tempo di dire ciao ai vecchi personaggi che conosciamo quelli nuovi: Jason, Leo e Piper.
Jason, purtroppo non ha molto da dire, non perché non abbia avuto abbastanza tempo per conoscerlo, piuttosto perché nemmeno lui conosce sé stesso. Questo ragazzo è un punto di domanda vivente. La memoria cancellata non si estende alle  sue abilità (sa combattere), ma non avendo ricordi di chi è stato finora ha dei dubbi atroci. Chirone non aiuta per niente aggiungendo "Tu dovresti essere morto" come saluto di benvenuto.

Leo può barare su tutta la linea, avere tutti i superpoteri che vuole e tutti i draghi a sua disposizione. Ho letto di tanti personaggi distrutti dentro che nascondono il dolore facendo dell'ironia, ma lui li batte tutti. La serie parla di eroi e se da un lato abbiamo Jason che lo è palesemente ed è lì per sostituire temporaneamente Percy, dall'altro abbiamo Leo che è qualcosa di simile ad un adolescente problematico, l'ultima parola che userebbe per descriversi è quella. ha pessime dote sociali ed è pieno di insicurezze traumi. Giunone e Gea non potevano fare peggio di così.

Piper potrebbe battere Leo quanto a insicurezze. é un adolescente normale in una situazione che non ha niente di normale, è una figlia di Afrodite insicura del suo aspetto come ogni adolescente e nel momento che si ritrova la benedizione di Afrodite... cos'è sta roba? Levatemela di torno.
Avrei apprezzato molte più scene tra lei e i fratelli, qualsiasi cosa non riguardasse la sua tirannica sorella, ma molto più concentrato sul concetto di bellezza, con o senza trucco. Va bene essere insicuri del proprio aspetto, ma non ci si deve ricoprire di fondotinta e bronzer per acquistare la propria bellezza. E che cavolo, Rick.

Nonostante questo primo libro abbia tutto il sapore del volume introduttivo, Riordan ha colto questa occasione per espandere il suo universo, facendo dare un'occhiata al lettore a tutte quelle cose che nei volumi precedenti sono state solo nominate. O a tutti quegli elementi minori della mitologia greco/romana. Se nella saga precedente sapevo tutto, stavolta son dovuta andare a cercare qualcosina su internet.

Per il resto, colgo l'ironia della storia: è la classica favola americana, ma stavolta a beneficiarne non è il solito protagonista idiota che riesce a salvare la situazione con il potere dell'amicizia, ma tre ragazzi appartenenti a fasce sociali ed etnie diverse, con poteri più o meno normali o che in genere vengono sminuiti per lasciare più spazio al protagonista. La persona che invece corrisponde maggiormente al profilo precedentemente citato... beh, ha troppi vuoti di memoria per reclamare quel posto. E vola. E poi ha appena ritrovato Talia, credo abbia di meglio da fare.

Molto carino nel complesso, ma ho un sacco di domande. E mi chiedo se i falsi ricordi di  Piper su Jason siano davvero falsi o ci sia qualcosa di vero in essi. (Grazie per aver letto fin qui)

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Titolo:L'amazzone di Alessandro Magno

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Casa editrice: Arnoldo Mondadori

Anno di pubblicazione: 2004

Prezzo: 8 euro



Trama:
Mírtale è una bambina diversa dalle altre, una trovatella allevata per l'interessamento di Alessandro Magno, il capo supremo della spedizione che marcia alla conquista dell'Asia. C'è un mistero nel suo passato, che solo il re e i suoi amici più stretti conoscono. E l'educazione che le viene impartita, con grande scandalo del filosofo Callístene e di tutte le persone sensate, è identica a quella dei ragazzi-maschi di nobile famiglia. Poi c'è il fatto davvero straordinario che Bucèfalo, che non si lascia toccare da nessuno se non da Alessandro, non solo accetta le carezze di Mírtale, ma persino che la bambina gli monti in groppa. Età di lettura: da 11 anni.

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